Non sono velenoso, sono solo avvelenato...
So da cosa deriva il mio costante senso di malessere: sono uno di quei patetici stronzi che vuole certezze.
Non ho un lavoro stabile, non ho una ragazza, non ho un'idea di dove cominciare a costruirmi una vita che punti in una direzione: non ho nessun elemento che mi dia indicazione di come potrei essere tra 5, 10 o 20 anni.
Che poi basterebbe raccogliere le idee, mettere a fuoco i propri desideri, capire che vita vorrei e impegnarmi per averla. Mi lamento di non avere mai il tempo di portare a compimento i miei progetti.
Oggi ho finito Dead Space, molto bello, forse continuerò a giocarci prossimamente per sbloccare qualche obettivo in più. Mi è piaciuto molto, ciò non toglie un piccolo appunto: che cazzo mi lamento se i miei progetti non vanno oltre il finire qualche gioco o dipingere orki?
Hitachi Uchiha: "La tua debolezza deriva dall'inadeguatezza del tuo odio"
[Citazione dal manga Naruto di Masashi Kishioto]
Su segnalazione di Jabba The Hut:
Hanno intitolato un parco ad un ragazzo il cui unico merito è quello di essersi beccato una pallottola sparata da un idiota incompetente. Lo hanno descritto come eroe, un fulgido esempio, quasi un santo. Però parliamoci chiaro, probabilmente non avrebbe mai risolto il problema della pace nel mondo o scoperto la cura per la leucemia. Poteva succedere a me o ad un qualsiasi altro che in quel momento stava dormendo in una macchina diretta verso la partita di pallone e per l'umanità non sarebbe cambiato un cazzo. L'unica eccezionalità di Gabriele Sandri sta nella balordaggine di chi ha sparato quel colpo. Come se essere vittima casuale di un atto barbaro ci renda improvvisamente migliori.
Con tutto il rispetto per la vittima e i suoi cari, ma una persona che si troverà a passeggiare per quel parco con il proprio figlio, se quest'ultimo dovesse chiedere: "Chi era Gabriele Sandri?" Quale risposta dovrebbe dare?
"Uno che si è beccato una pallottola per sbaglio. Uno che non è che stava manifestando per una particolare idea politica o sociale, uno che non è che si è esposto per difendere un'idea. Uno che stava seduto in macchina, così, senza far niente. Forse gli hanno intitolato questo parco per dimostrare la caducità della vita, che in qualsiasi momento qualcuno ti può sparare addosso, a buffo! Rappresenta le vittime delle pallottole che non dovevano essere sparate. Cazzo figliolo, puoi credermi, un vero eroe!"
La vita di Galileo di Brecht si conclude con la provocazione di un tale a Galileo "sfortunata la Terra che non ha eroi" e la risposta di Galileo "Sfortunata la Terra che ha bisogno di eroi"
Ancora più sfortunata la Terra che gli eroi se li inventa....
La gente non capisce che ci vuole molto più coraggio e molta più forza ad ammettere pubblicamente le proprie paure e le proprie debolezze piuttosto che nell'impegnarsi a fingere di non averne. Perchè la gente è talmente cretina da non capire che tutti quelli che non ne hanno in realtà fanno finta e quindi li scambiano per coraggiosi e forti.
Se potessi epurerei il mondo da tutti questi ottusi, non mi fregherebbe molto di rimanere solo.
(post inizialmente scritto come commento al blog di Nocturnal Smoke)
Si dice che i veri amici si contino sulla punta delle dita eppure facebook parla chiaro, ognuno di noi possiede in media centianaia di amici (e poi esce sempre con i soliti 4 stronzi...). Il problema è che facebook non distingue tra veri amici e persone definibili come semplici conoscenti o poco più.
La verità è che sono tutti bravi a starci vicino quando le cose vanno bene, quindi non è sufficiente limitare i veri amici a coloro con cui ci piace circondarci. Io ho elaborato un buon criterio:
aspettate che qualcuno nel vostro gruppo abbia un problema, ma non una cosa semplice, una di quelle cose che non si risolvono facilmente, che richiedono tempo e che rendono la persona in questione scazzata e intrattabile. A questo punto nel vostro gruppo ci saranno due tipi di reazioni: chi si preoccuperà per quella persona e chi invece diventerà insofferente ai suoi atteggiamenti. La verità è che più il problema è grande, più la persona diverrà scazzata, più la gente comincerà a rompersi le palle e ad assumere il secondo atteggiamento. C'è chi si trincererà dietro la frase "io ho provato a parlarci, ma se deve fare così ogni volta, cazzi suoi!". Cominceranno anche le prese in giro, meglio se alle spalle: "è una settimana che non lo sento all'eterno scazzato... ma sapete se ha fatto pace col cervello?"
Insomma, più il problema diventa grande, più quella persona avrà bisogno di sostegno e più invece gli "amici" si tireranno indietro e questo non farà altro che alimentare questo circolo vizioso. Volete sapere chi rimane alla fine del processo? Non lo so, ma chi rimane si conta davvero sulla punta delle dita
Spero di riuscire sempre a tenere fede a questo proposito, qualunque cosa accada.